Quando si parla di risparmio energetico e di cucina sostenibile, una delle domande che ci poniamo più di frequente è: conviene di più cucinare a gas o con l’induzione?
Negli ultimi anni il piano a induzione si è diffuso rapidamente grazie alla sua efficienza, alla sicurezza e alla grande praticità d'uso e pulizia, ma non sempre è la scelta più economica.
In questo articolo analizziamo vantaggi, svantaggi e consumi di entrambe le soluzioni per capire meglio come scegliere quella più adatta alle tue esigenze e provare a rispondere una volta per tutte alla domanda meglio induzione o gas?
Il piano cottura a induzione utilizza un campo elettromagnetico che riscalda direttamente la pentola, senza fiamme né dispersione di calore come avviene nei tradizionali pian alimentati a gas naturale. Ciò significa che quasi tutta l’energia utilizzata viene sfruttata per la cottura, con un rendimento superiore al 90%.
Vediamo brevemente quali sono i principali pro e contro di questa soluzione.
Riscaldamento rapidissimo e preciso;
Maggiore sicurezza per la mancanza di fiamme libere;
Trattandosi di un piano in vetro uniforme, risulta estremamente facile da pulire;
Controllo immediato della temperatura grazie alla possibilità di selezionare la potenza tramite display;
Possibilità di alimentarlo con energia rinnovabile (es. impianto fotovoltaico o mini eolico).
Richiede pentole adatte e potrebbe essere quindi necessario un investimento iniziale per sostituire quelle non adatte;
Consumo di energia elettrica più elevato rispetto al gas in assenza di tariffe vantaggiose;
Potrebbe necessitare di un aumento di potenza del contatore (in caso di utilizzo contemporaneo di molti elettrodomestici o di classi energetiche meno efficienti).
Il piano a gas è ancora, ad oggi, la soluzione più diffusa in Italia, grazie alla sua versatilità e ai costi iniziali contenuti per acquisto e installazione. Funziona attraverso la combustione del gas naturale, che riscalda la pentola attraverso una fiamma diretta.
Vediamo i principali pro e contro di questa tipologia di piano cottura.
Maggiore compatibilità con ogni tipo di pentola;
Facilità di controllo e regolazione “visiva” della fiamma;
Investimento iniziale più basso;
Indipendenza dalla rete elettrica (possiamo cucinare anche in caso di blackout).
Efficienza più bassa: mediamente, solo il 40–60% dell’energia si trasforma in calore utile;
Maggiori dispersioni di calore;
Emissioni di CO₂ e ossidi di azoto legate all'utilizzo di un combustibile fossile;
Pulizia meno pratica e agevole.
Il confronto tra induzione e gas dipende dal tipo di uso, dalla potenza del piano scelto e, ovviamente, dai prezzi dell’energia e del gas previsti dalla propria offerta.
Una stima dei consumi medi delle due soluzioni è la seguente:
0,6 kWh per ogni ora di utilizzo del piano a induzione (eccezion fatta per la fase inziale di accensione che presenta consumi superiori);
tra 0,10 e 0,30 smc di gas per il piano tradizionale, valore che dipende dalla dimensione del fornello utilizzato.
Considerando di utilizzare il piano cottura per due ore al giorno, ogni giorno dell'anno, i consumi annuali stimati potrebbero essere indicativamente pari a:
438 kWh per il piano a induzione;
tra 73 e 219 smc per il piano a gas.
L'impatto sula bolletta luce e gas dipende molto dai prezzi applicati per ogni materia prima dal proprio fornitore di energia e dalla possibilità di attingere all'autoproduzione da fonti rinnovabili per l'elettricità, come un impianto fotovoltaico.
In generale, possiamo dire che un piano a gas risulta più conveniente in caso di un utilizzo più contenuto, mentre quello a induzione è la scelta migliore per chi ha una casa alimentata da impianti solari o ha tariffe luce competitive.
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