Per un negozio, un piccolo ufficio o un'attività locale aperta al pubblico, i consumi energetici sono una voce di costo spesso significativa. A differenza di altre spese che possono variare in base al periodo o al volume di lavoro, i consumi energetici accompagnano l’attività ogni giorno: pensiamo ad esempio all'illuminazione, alla climatizzazione, alle insegne luminose, alle apparecchiature elettroniche, ai sistemi di pagamento, agli eventuali sistemi di refrigerazione e ai dispositivi informatici ed elettronici in generale. Proprio perché fanno parte della quotidianità, molti sprechi di energia vengono ignorati o finiscono per essere accettati come inevitabili.
In realtà, una parte dei costi energetici di un negozio non dipende da esigenze reali, ma da abitudini poco efficienti, dalla mancanza di controllo o dall'uso non ottimale degli impianti. Nella maggior parte dei casi, non servono grandi investimenti per correggere la situazione: prima ancora di cambiare impianti o acquistare nuove tecnologie, è importante capire dove commettiamo gli errori più comuni e quali sono le principali cause dei nostri sprechi di energia.
Uno degli sprechi più frequenti nei negozi o nelle piccole attività riguarda la gestione delle luci: in molte attività l’illuminazione viene trattata in modo uniforme, senza distinguere tra aree di vendita, zone secondarie, magazzino, vetrine, zone di servizio o spazi adibiti al passaggio. Questo comportamento porta spesso a tenere accese le luci dove non servono, per più ore del necessario o, talvolta, persino durante gli orari di chiusura.
Nei negozi l’illuminazione ha un ruolo importante anche in ottica commerciale, poiché può contribuire a valorizzare i prodotti e gli ambienti, creando le giuste atmosfere e facendo risaltare i prodotti di punta. Proprio per questo motivo è importante imparare a ripensare l'illuminazione in modo strategico ed efficiente: una vetrina, ad esempio, può richiedere una gestione delle luci diversa da quella necessaria negli spazi interni; allo stesso modo, un magazzino non ha bisogno dello stesso livello di luminosità delle aree di vendita; infine, nelle zone non utilizzate in modo continuativo, le luci dovrebbero essere essere accese solo al bisogno.
Imparare a ottimizzare ed efficientare l'uso dell'illuminazione, ad esempio installando luci temporizzate, studiando la luminosità dei vari spazi ed educando correttamente il personale, è un primo passo per ridurre gli sprechi di energia e i costi che ne conseguono.
Il riscaldamento e il raffrescamento sono tra le voci che più incidono sui costi energetici di molte attività. L'errore più comune è usare la climatizzazione in modo poco efficiente e poco adeguato al reale fabbisogno del locale: impostare temperature troppo basse in estate o troppo alte in inverno non migliora l’esperienza del cliente (anzi, spesso vale proprio il contrario), ma aumentano sensibilmente le spese legate ai consumi.
Altri sprechi di energia molto diffusi sono quelli legati alla dispersione termica causata da porte aperte troppo a lungo o persino sempre aperte, da impianti accesi con orari troppo estesi o dalla loro manutenzione insufficiente. Un climatizzatore sporco o poco efficiente, un sistema che resta acceso prima dell’apertura o dopo la chiusura, o ancora un impianto lasciato lavorare a potenze eccessive incidono in modo importante sui costi senza portare alcun reale beneficio.
Per questo motivo è fondamentale evitare tutti gli sprechi inutili: tenere le porte e finestre chiuse con gli impianti in funzione, impostare temperature adatte a garantire il giusto comfort senza eccessi, effettuare una corretta e periodica manutenzione degli impianti sono tutti modi per contenere le spese e ridurre l'impatto ambientale della nostra attività.
Molte attività hanno un numero molto elevato di dispositivi che restano accesi per ore, a volte anche oltre il necessario: registratori di cassa, POS, schermi, insegne luminose, computer, stampanti, diffusori audio, macchinari o piccoli elettrodomestici di servizio. Molto probabilmente, non c'è la reale necessità di tenere sempre accesi tutti questi apparecchi, ma i loro consumi derivano dalle abitudini e dalla comodità: lasciare tutto acceso velocizza le procedure di apertura e di chiusura, ma impatta in modo sensibile sulle spese energetiche dell'attività.
Questo tipo di spreco nasce spesso dalla routine: si accende tutto all’inizio della giornata e si spegne tutto a fine orario, senza distinguere ciò che serve davvero da ciò che resta acceso solo per abitudine. In altri casi alcuni dispositivi continuano a restare accesi anche durante la notte o nei giorni di chiusura, completamente attivi o in modalità standby. La somma di questi piccoli sprechi può diventare molto rilevante nel lungo periodo. Per questo è importante chiedersi non solo quali apparecchi sono presenti, ma anche per quanto tempo restano attivi e con quale utilità.
In molti casi gli sprechi di energia sono legati a una scarsa organizzazione delle attività o a una mancata sensibilizzazione del personale su questo genere di tematiche: un negozio in cui nessuno ha la responsabilità di spegnere luci o i dispositivi a fine giornata tende ad accumulare inefficienze. Lo stesso succede quando non esistono indicazioni condivise su apertura, chiusura e gestione delle apparecchiature.
Allo stesso modo, anche il comportamento del personale può incidere molto: condividere procedure e regole di utilizzo dell'energia con tutte le persone che lavorano all'interno di un'attività è fondamentale per evitare sprechi. Sapere quali luci devono restare accese e quali invece devono essere spente in caso di mancato utilizzo, quando attivare la climatizzazione e che temperatura impostare, essere a conoscenza di quali apparecchi si possono spegnere nelle pause o a fine giornata è già una forma concreta di efficienza e un ottimo modo per iniziare a ridurre i consumi.
Chi desidera tenere sotto controllo i consumi della propria attività e ridurre i costi e gli sprechi di energia può cominciare da alcuni piccoli interventi a costo zero o quasi:
La prima cosa da fare per ridurre le spese delle bollette di una piccola attività è analizzare le abitudini di consumo e capire quali sono le principali fonti di spreco energetico;
Stabilire delle procedure condivise con tutto il personale per la gestione delle luci, degli impianti di riscaldamento e condizionamento e dei diversi apparecchi elettronici, dalle stampanti alle macchinette del caffè;
Adottare lampadine ad elevata efficienza in tutti gli ambienti;
Utilizzare prese temporizzate per l'illuminazioni di aree poco frequentate o di insegne luminose.
Questi piccoli dettagli, a lungo termine, possono portare a un risparmio significativo nelle bollette dell'energia di una piccola attività.