Il lavoro da casa è diventato una modalità sempre più diffusa in Italia: se da un lato ha ridotto gli spostamenti e i tempi di viaggio, dall’altro ha portato parte dei consumi energetici dagli uffici alle abitazioni private. Computer accesi per molte ore al giorno, illuminazione continua e riscaldamento o raffrescamento utilizzati nel corso della giornata possono incidere in modo significativo sulle bollette gas e luce.
Gestire i consumi in smart working significa trovare un giusto equilibrio tra comfort, produttività e uso consapevole dell’energia.
In una giornata di lavoro da remoto, la casa resta attiva per molte più ore rispetto ai giorni di lavoro in azienda: riscaldamento o climatizzazione non sono più limitati alle fasce serali, ma vengono utilizzati frequentemente nel corso della giornata per garantire il comfort adeguato al lavoratore. Allo stesso modo, anche l’illuminazione e l’uso di dispositivi elettronici subiscono un inevitabile aumento del tempo di utilizzo.
Tutti questi consumi, piccoli o grandi che siano, ripetuti quotidianamente, contribuiscono a un aumento complessivo della spesa energetica di casa, spesso percepito solo quando riceviamo le nostre bollette.
La maggior parte dei consumi legati allo smart working deriva dalla postazione di lavoro: computer, monitor, modem e stampanti restano accesi per molte ore consecutive assorbendo energia elettrica in modo continuativo.
Per questo motivo è utile spegnere completamente i dispositivi durante le pause più lunghe (ad esempio durante la pausa pranzo) e a fine giornata, evitando così lo stand-by prolungato e i consumi nascosti che ne derivano. Inoltre, l’uso di un solo monitor e di dispositivi efficienti contribuisce ulteriormente a ridurre il consumo complessivo.
L’illuminazione incide meno rispetto ad altri fattori, soprattutto se la casa è dotata di lampadine a risparmio energetico, ma può comunque essere gestita in modo efficiente: posizionare la postazione di lavoro vicino a una finestra permette di sfruttare la luce naturale per buona parte della giornata evitando così i consumi legati all'illuminazione artificiale.
Quando la luce naturale scarseggia, optare per una lampada a LED dedicata alla scrivania è spesso una scelta più efficace e meno energivora rispetto all’illuminazione generale della stanza.
Uno degli aspetti più critici dello smart working è la gestione della temperatura. Riscaldare o raffrescare l’intera abitazione per lavorare in una sola stanza comporta inevitabilmente consumi elevati di gas naturale o energia elettrica.
Se possibile, regolare il riscaldamento solo negli ambienti utilizzati (ad esempio grazie a valvole termostatiche) e mantenere temperature costanti nel corso della giornata aiuta a limitare gli sprechi di energia. Anche una buona ventilazione naturale, quando le condizioni lo permettono, e l'utilizzo di tende e persiane per schermare la luce diretta del Sole possono ridurre la necessità di climatizzazione.
Lavorare da casa è una grande comodità, ma richiede di prestare una maggiore attenzione alle proprie abitudini di consumo per evitare che questa opportunità si trasformi in una bolletta salata: scegliere un'offerta luce e gas adatta alle proprie esigenze e aumentare la propria consapevolezza sui consumi di energia generati sono i primi passi per vivere lo smart working senza pensieri.