PREZZO DEL GAS
 
Che cosa si intende per servizi di rete?

Con la dicitura servizi di rete si intendono tutte le attività necessarie per far arrivare il gas nelle abitazioni dei clienti, trasportandolo nei gasdotti nazionali e nelle reti di distribuzione locale. Tra queste attività ci sono anche la gestione del contatore domestico e lo stoccaggio. Al contrario dei servizi di vendita, per i servizi di rete non esiste un prezzo di mercato ma una tariffa che viene stabilita ogni anno dall’Autorità, tenendo conto di alcuni fattori variabili tra cui l’inflazione e gli investimenti realizzati. Quindi, i servizi di rete rappresentano un costo fisso uguale a prescindere dal fornitore che viene scelto e una tariffa unica che viene applicata sia ai clienti del mercato libero sia a quelli del servizio di tutela. I servizi di rete sono suddivisi in due quote:
–    Una quota variabile che è legata ai consumi del singolo cliente
–    Una quota fissa
 Tra le molte voci dei servizi di rete si trovano anche gli oneri di sistema che sono stati introdotti per legge e che includono le seguenti componenti:
–    Componente RE, relativa alla realizzazione di progetti di risparmio energetico e allo sviluppo delle fonti rinnovabili
–    Componente RS, per l’incentivazione della qualità del servizio
–    Componente UG1, per coprire eventuali squilibri nei sistemi di distribuzione del gas

Che cosa si intende per stoccaggio?

Lo stoccaggio è quel servizio per il quale il gas viene conservato in depositi sotterranei da dove è poi prelevato per soddisfare le richieste del mercato nei diversi momenti o per far fronte ad eventuali emergenze.

Quanto incide, in percentuale, il costo per l’acquisto della materia prima del gas?
La componente energia, e cioè il costo per l’acquisto della materia prima gas incide circa per il 40% del totale della bolletta. Il restante 60% è composto dalle altre componenti. Il valore della materia prima gas è indicato in bolletta come componente CMEM che significa componente costo medio efficiente del mercato e che viene calcolato in riferimento all’effettivo prezzo di mercato nei diversi momenti.
Com’è suddivisa, in percentuale, la spesa per il gas?
Come si può vedere nel grafico riportato di seguito, che si riferisce in particolare al 2° trimestre del 2014, i servizi di vendita incidono solo per una piccola parte (40%) sulla spesa per il gas. Ad incidere fortemente sono invece le imposte che su una spesa annua approssimativa di circa 1.100 € (per un utente domestico tipo, in regime di tutela, con consumi annui pari a 1400 Smc di gas) vanno a coprire ben il 36% e cioè circa 400 €. La percentuale meno considerevole ce l’hanno i servizi di rete (circa il 18%) che si riferiscono in particolare alle spese per il trasporto e la distribuzione.
Quando parliamo di imposte, di cosa stiamo parlando?
Le imposte rappresentano in media il 35% sul totale della bolletta gas e comprendono diverse voci di spesa, obbligatorie per legge. Quando si parla di imposte all’interno della bolletta del gas bisogna tener conto di queste tre componenti:
–    Imposta sul consumo (o accisa): questa voce, per gli usi domestici, incide sul totale della bolletta per circa un 17% ed è diversificata a secondo di quattro scaglioni di consumo e in base all’area di appartenenza (Centro nord o Centro sud). Per gli usi industriali, l’aliquota è invece unica per i consumi fino a 200mila SMC. Bisogna comunque ricordarsi che tale accisa viene pagata dall’utente in base ai consumi effettuati.
–    Addizionale regionale incide sul totale della bolletta solo per un 2% ed è stabilita autonomamente da ciascuna regione, rimanendo nei limiti fissati dalla legge. Come nel caso dell’accisa nazionale, anche l’addizionale regionale viene pagata in base ai consumi.
–    Imposta sul valore aggiunto (o IVA) incide per circa il 15% sul totale della bolletta. L’IVA si applica alla somma di tutte le voci della bolletta e, secondo quanto stabilito dalla legge, per gli usi domestici è al 10% per i primi 480mc consumati, del 22% su tutti gli altri consumi e sulle quote fisse. Per gli usi industriali è fissa al 22%.
Che cosa si intende per servizi di vendita?

I servizi di vendita (o tariffa di distribuzione) sono la voce principale di spesa nella bolletta del gas (circa il 50%) e comprendono principalmente il costo del gas (e quindi della materia prima) che viene fornito in base ai consumi oltre alle diverse attività che ogni fornitore svolge per l’acquisto e la commercializzazione. La tariffa di vendita è composta da:
–    Corrispettivo variabile di commercializzazione all’ingrosso (CCI) a copertura del costo d’acquisto del gas naturale
–    Componente a copertura dei costi di trasporto del gas naturale (QTI)
–    Componente a copertura dei costi di stoccaggio del gas naturale (QS)
–    Corrispettivo variabile relativo alla vendita al dettaglio (QVD)
–    Componente relativa agli oneri aggiuntivi (QOA)
La componente QVD ha un unico valore nazionale ed è articolato in una quota fissa e in una quota variabile che è da applicare secondo i volumi di gas consumati.
I clienti che scelgono di entrare a far parte del mercato libero, definiranno insieme al fornitore, i costi del servizio di vendita all’interno del contratto. Per i clienti facenti parte del servizio di maggior tutela, il costo del servizio di vendita viene definito e aggiornato dall’Autorità stessa ogni tre mesi. Infatti, è solo sui servizi di vendita che un utente può scegliere tra le diverse offerte commerciali dei diversi fornitori.

Da che cosa è formato il prezzo del gas? Che cosa si paga in bolletta?

Il costo della fornitura di gas deriva dalla somma di tre componenti principali, di cui solo una parte è variabile. Dunque, gran parte della bolletta, non è determinata dal singolo fornitore che può operare sconti e offerte solo su una piccola parte dei costi.
All’interno della bolletta del gas si pagano, infatti, le seguenti voci di spesa:
–    Servizi di vendita ovvero il costo del gas consumato
–    Servizi di rete per il trasporto, lo stoccaggio, la distribuzione e la gestione del contatore
–    Imposte ovvero le accise, l’addizionale regionale e l’IVA.